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Sunday, March 1, 2015

Blue Stuff 1999 Roba Blues


Genre: Blues
Rate: 192 kbps CBR / 44100
Time: 00:50:53
Size: 69,78 MB

Italy

Credevo di averli ormai persi per strada, come quegli amici che se ne sono andati, o che ho abbandonato da qualche parte nella vita, e se guardo indietro faccio fatica a ricordare quando.

Invece, ecco qui un bel regalo di fine millennio, quella strana cosa blues partenopea è ancora viva, tra mille difficoltà di una vita così simile a quella che tutti conduciamo, e ci prova a dire la sua per la seconda volta. Solo sapere che Mario Insegna non si è arreso, e che gli amici vecchi e nuovi gli hanno dato una mano, recitando la loro parte nella commedia, è stata una gioia.

Che piaccia o non piaccia, il blues napoletano ha una sensualità particolare, e mi fa rimpiangere, nella mia vita così nordica, di non avere mai visto il sole tramontare a Mergellina. C'è dentro un po' di malinconia poetica della tradizione mediterranea, e l'ironia dissacrante come unico rimedio alle tragedie quotidiane. Pulcinella sarebbe soddisfatto. In fondo è una presa in giro, un bluesman che canta "Impiegato", elogiando i vantaggi di uno stipendio, per avere senza troppa fatica, una vita agiata, il sogno di qualunque madre….

Tra le note compatte del nuovo gruppo risalta sempre la chitarra precisa di Caponnetto, e convince la scelta dell'assolo di sax di Ninì. Il canto di Mario, con la sua voce non molto estesa ma profonda, riesce anche ad essere dolce e romantico, raccontando una storia d'amore senza futuro in "Appena Conosciuta". Il brano è suonato rigorosamente in trio, mentre la batteria sempre più precisa e soffice, a braccetto con il basso di Berlano, sostiene la splendida chitarra di Guido Migliaro.

I "nuovi" Blue Stuff rimangono sempre un incrocio tra Elio e le Storie Tese ed Edoardo Bennato, ma basta ascoltare l'assurda e divertentissima "Pienz' a salute, in stile country & western, con tanto di banjo e dobro, una storia così strana da sembrare vera (ma chi era questa Maria?), suonata come per gioco con ritmo incalzante e sottili ricami stilistici. Il tappeto sonoro che ogni brano adagia sotto di sé mantiene una buona qualità, e passa dal blues delicato di "Tempi Duri" dominato dalle note certosine di Caponnetto, allo sfogo suburbano di "Città Di Frontiera", che cavalca la slide di Migliaro, mentre un ascolto più attento ai testi ne rivela la toccante verità. Il pezzo più bello disco è quello legato ad un fatto personale, "Picchia Più Forte", dedicato da Mario a suo padre. L'attacco è in crescendo con il talkin' di Insegna, affiancato alla destra dalla chitarra elettrica, alla sinistra dall'armonica, per esplodere in un tripudio di batteria, mentre il basso di Berlano arrotonda il sound, lasciando sfogare le chitarre di Migliaro e Coppola. Questo blues cantato e picchiato forte racconta la vita di Mario, e a molti musicisti ricorderà forse qualcosa. Con il dobro di Guido "il Blues della strada" diventa una ballata un po' country, che parla del viaggio, di amore, di un posto dove suonare il blues, sempre in movimento, con l'armonica eclettica di Massimo Furio introdotta nella parte finale del brano, ed un sound senza la minima sbavatura. Tanto per non dimenticare che la maggior parte del tempo la si passa in viaggio, ecco "Compagno di Strada", dedicato al furgone, sempre fedele al contrario delle donne. Il brano sembra un country anni settanta, in stile "Good Old Boys", con le chitarre di Coppola che dialogano tra loro, e Pasquariello che tranquillo ci mette dolcemente le note del suo basso.

La sensazione del passare del tempo non ha un rimedio, né una cura. Sapere che una persona cara ci sarà sempre, che troverai sempre le cose importanti allo stesso posto, e la musica degli amici allo stesso indirizzo può far credere che esista qualcosa che durerà. (Davide Grandi - Il Blues)


Tracklist:

01 - Impiegato 03:10

02 - Il Blues Della Strada 03:56

03 - Appena Conosciuta 03:24

04 - E' Asciuto Pazzo 'O Padrone 04:13

05 - Pienz' A Salute 03:39

06 - Tempi Duri 04:03

07 - Città Di Frontiera 03:26

08 - Compagno Di Strada 03:35

09 - Picchia Più Forte 04:43

10 - L'acqua È Poca 03:49

11 - Afragola Shuffle 04:32

12 - Mo' Chi Pava 04:33

13 - E' Asciuto Pazzo 'O Padrone ('92) 03:50





Blue Stuff here:

iTunes

DL



Tuesday, February 24, 2015

Joe Sarnataro E I Blue Stuff 1992 E' Asciuto Pazzo 'O Padrone




Genre: Blues
Rate: 320 kbps CBR / 48000
Time: 00:44:43
Size: 102,41 MB

Italy United States

Verso l'estate del 1992, si fece notare nella scena musicale italiana un nuovo artista napoletano fino ad allora sconosciuto: Joe Sarnataro. Ennesimo cantautore italiano sfigato?!

Dopo essere stato in america per approfondire le sue conoscenze di blues e rock ('a musica americana) torna in Italia per pubblicare un album, reclutando una nota band partenopea di blues (i Blue Stuff) e facendosi aiutare da suo nonno Vincenzo, che invece di sognare i numeri al lotto, una notte si e una notte no, sogna il "grande maestro" il quale gli detta le poesie (lui dice versi) che poi finiscono in musica. Lo stesso Joe inoltre diede vita ad una serie televisiva trasmessa da Rai Uno a puntate, "Joe e suo nonno" con i suddetti protagonisti.

Personaggio curioso non trovate? Come aveva fatto ad essere sconosciuto fino ad allora? Ma bastava sentirlo cantare o guardarlo bene per capire che aveva qualcosa di familiare, quel non so che. Ad oggi non è un mistero che dietro quel nome, i capelli lunghi, il pizzetto, i basettoni e i vestiti di pelle era celato un più noto artista dal nome di Edoardo Bennato, che attraverso questa sua seconda personalità riesce nell'intento di realizzare uno degli obiettivi che perseguiva da tempo: un film musicale su Napoli.

Ho vaghi ricordi della serie TV, in quanto si parla di parecchi anni fa, l'album invece, di cui possiedo l'originale in cassetta (altri tempi...) me lo ricordo benissimo perché all'epoca ne sono stato un assiduo ascoltatore. La cosa bella di questo progetto di Bennato che non brilla certo per l'originalità musicale va al di la della musica stessa, in quanto c'è nella sua opera la fotografia della Napoli di allora (purtroppo sotto certi aspetti sempre attuale), con i suoi problemi e le sue speranze, diciamo pure il classico spaccato della realtà napoletana che alterna voglia di rinascita a problemi in apparenza insormontabili, in bilico tra volontà e rassegnazione. Se poi considerate che tutto questo non è descritto dal denigratore di turno, ma da un napoletano stesso che da sempre nelle sue canzoni ha ritratto l'ambiente in cui è cresciuto evidenziandone la situazione sociale (positiva e negativa), vi renderete conto che le osservazioni e le critiche mosse da Bennato acquistano tutto un altro valore, rimarcato perfettamente dal fatto che i brani sono tutti esclusivamente cantati in napoletano e quindi molti termini (ed in generale l'enfasi) assumono con la loro incisività tutta un'altra connotazione rispetto all'italiano.

La musica è un concentrato del più classico rock-blues con riffs molto tipici (e alcuni anche ben noti), cassa in quarti, e via con chitarre distorte e ritmo trascinante e ballabile, in cui ogni canzone tratta una tematica differente sempre incentrata su di un unico cardine: Napoli; da pezzi come "E' Asciuto Pazzo 'O Padrone", presumo dedicata a Diego Maradona, a "Sotto Viale Augusto Che Ce Stà?", chiedendosi il (misterioso) perché dei perenni lavori in corso.

L'opera ha due facce, quelle di due personalità, quelle che si contentendono a metà gli spazi fisici e le opportunità offerte dalla città. Si parla del popolo ("'A gente è bona") e dei politici/classe dirigente ("Vutamme pe te"), passando da tante altre tematiche con riferimenti sparsi qua e la sulle cose che succedono nel quotidiano ("Vide 'o mare quant'è bello/'a luna rossa stà sempe ccà/a marechiaro ce sta 'na fenesta...") in cui alla fine non si salva "Nisciuno" (nemmeno lui stesso).

Siamo davanti ad un album di ottimo valore dal punto di vista dell'iniziativa, con una buona idea socio-politica alle spalle, a tratti anche esilarante e bizzarra, principalmente nella sua versione Film che unisce la passione del musicista napoletano per il genere musicale in questione e la sua città, condito con umorismo e idee singolari, quali ad esempio il nonno Vincenzo che compone blues insieme al nipote (nonno interpretato nel film sempre dallo stesso Bennato). All'interno del disco poi, sono presenti tutti i testi con traduzioni e le vignette che ritraggono Joe e i blues stuff in versione fumetto.

In definitiva, una piccola chicca partorita da un'idea geniale di uno dei più validi cantautori italiani, che purtroppo si è ritrovato ultimamente a fare il diavolo alla chitarra in una festa improvvisata di una notte di mezza estate... (https://www.debaser.it/)


Tracklist:

01 - Intro 00:41

02 - E' Asciuto Pazzo 'O Padrone 03:48

03 - Sotto Viale Augosto Che Ce Sta'? 05:29

04 - 'O Billocco L'acqua! 04:13

05 - Accussi' Va 'O Munno 03:34

06 - Va Vedenno Mo' Che E' Stato 04:33

07 - Vutammo Pe Te' 04:08

08 - Lieve 'E Mano Alloca! 02:33

09 - Che Babbilonia! 03:48

10 - Come Aggia Fa' 03:19

11 - 'A Gente E' Bona 03:43

12 - Nisciuno! 04:54





Joe Sarnataro E I Blue Stuff here:

iTunes

DL



Wednesday, December 29, 2010

Blue Stuff 1990 Chicago Bound



Genre: Blues
Rate: 204 kbps VBR / 44100
Time: 00:44:52
Size: 68,15 MB

Italy



Tracklist:

01 - Greenwood, Mississippi 04:38

02 - Ride On, Blue Train 06:23

03 - Another Story 03:51

04 - Bad Job Blues 04:58

05 - Stagger Lee 03:45

06 - M&O Train 04:37

07 - Tell Me 03:11

08 - I Told My Woman 03:50

09 - The City 05:24

10 - Broke Man's Blues 04:15





Blue Stuff here:

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Enjoy the music!
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